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Conferenza stampa

Conferenza stampa. L’alcolismo non risponde alle esigenze formative dell’Università: il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio chiude!

Conferenza stampa convocata per mercoledì 4 giugno 2008, ore 11.00 c/o Aula Giunchi, Dipartimento di Medicina Clinica, Policlinico U.I, Roma.

Senza alcun preavviso, è stato deciso che il Centro Alcologico, del Policlinico Umberto I°,
non potrà più assolvere alle sue attività assistenziali in quanto nella nuova Pianta Organica Aziendale non figura come Unità Operativa Complessa (U.O.C.), ma come Unità a Programma.

Non risponde alle esigenze dell’Università e quindi si chiude!

Il Centro Alcologico, istituito dalla Regione Lazio nel 1997 come Centro di Riferimento Alcologico Regionale  e attivo al Policlinico Umberto I° dal 1979 comprende attività ambulatoriali, di Day Hospital (DH) e sostegno psicologico con una nuova utenza complessiva di circa 1000 persone all’anno. Molti alcolisti trattati nel Centro sono astinenti da lungo tempo, ed hanno recuperato una qualità di vita del tutto soddisfacente.
L’esperienza quasi trentennale del servizio ha modificato nel tempo il tipo di approccio terapeutico alle problematiche alcol-correlate, tenendo in considerazione le nuove acquisizioni scientifiche ed i cambiamenti sociali che il nostro Paese ha presentato negli ultimi decenni. Nel corso degli anni si sono sviluppate numerose relazioni nazionali ed internazionali per il miglioramento delle conoscenze scientifiche, dell’assistenza e dell’informazione. Tra queste molto importante è la collaborazione con il “National Institute for Alcohol Abuse and Alcoholism” (NIAAA, USA) per lo studio della Sindrome Feto-Alcolica, lesione permanente del feto dovuta a consumo di alcol della madre durante la gravidanza, in tale ambito è stata organizzata la prima ricerca epidemiologica europea per indagare la prevalenza di questa condizione morbosa, dimostrando che nel Lazio 40 bambini su 1000 ne sono affetti. Inoltre, tra i primi centri alcologici in Italia, si occupa del trattamento alcologico dei pazienti in valutazione, in lista e sottoposti a trapianto di fegato al fine del buon esito dello stesso e per ridurre le ricadute alcoliche.
Si è così giunti ad un modello unico, per il nostro territorio, di trattamento complesso, multiprofessionale ed alla strutturazione di un rete operativa Università-territorio che vede al centro del proprio interesse il miglioramento della qualità e dello stile di vita dei cittadini e delle famiglie coinvolte nelle problematiche legate all’alcol.
La tenacia del gruppo di lavoro costituitosi, composto da operatori strutturati (pochi) e volontari (tanti), ha portato a dare dignità di patologia all’abuso, alla dipendenza da alcol e alle problematiche ad esso correlate. 
Quando si parla di patologia non ci si deve riferire soltanto agli aspetti medici ma anche a tutti gli aspetti di opportunità sociali negate che l’inadeguato uso di alcol può determinare. 
Nonostante ciò, le dinamiche di potere vigenti all’interno della sanità e dell’università promettono di distruggere questa esperienza, negando il futuro del servizio ai cittadini.
A fronte dello sbandierare mediatico  dei danni causati dall’alcol, si trascura di porsi domande sul futuro  di un importante riferimento per la cura di patologie e problematiche alcol correlate, si colpiscono i pazienti e le loro famiglie, si priva la collettività di strumenti per fronteggiare quella che da tutti viene definita un’emergenza sociale!

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