Sostenere la transizione democratica nel Mediterraneo. Il Tavolo Asilo invia un comunicato stampa per sensibilizzare su accoglienza e protezione dei rifugiati
Vi segnaliamo il comunicato stampa a firma degli
organismi che partecipano nel Tavolo Asilo Acli, Arci,
Asgi, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, Cir, Comunità S.
Egidio, Fcei, Senza Confine.
Gli enti e le associazioni di tutela riuniti nel Tavolo Asilo
ritengono che quanto stia avvenendo in Libia e in altri paesi del
Maghreb costituisca un evento storico di enorme portata che va
considerato non solo in relazione al probabile intensificarsi di
arrivi di rifugiati verso l'Europa, ma in primo luogo guardando
alle enormi potenzialità positive, sul piano economico, sociale e
culturale che si aprono, per l'Europa nel suo complesso e per i
paesi del Mediterraneo in particolare, a seguito della caduta di
quei regimi corrotti e violenti che per decenni hanno dominato
l'area.
L'Europa e l'Italia hanno il dovere di sostenere concretamente
l'avvio dei processi di trasformazione democratica in questi paesi
e, con senso di responsabilità debbono evitare allarmismi e il
possibile diffondersi, nella popolazione italiana ed europea, di
sentimenti di paura verso coloro che fuggono dalle violenze in
atto. Al contrario, è il momento di realizzare, anche con il
concorso delle istituzioni locali e della società civile,
iniziative di accoglienza e di solidarietà e l'avvio di programmi
di aiuto ai paesi interessati per un ritorno il più rapido
possibile alla democrazia.
In particolare è necessario garantire un efficiente sistema di
soccorso in mare , anche in acque internazionali, come avvenuto in
passato seguendo la migliore tradizione del nostro Paese, evitando
tassativamente ogni operazione di contrasto e respingimento in mare
degli arrivi, attuata direttamente, con uomini e mezzi italiani, o
indirettamente, con appoggi logistici a unità militari e di polizia
dei paesi interessati dalla crisi. Una simile ipotesi costituirebbe
una scelta foriera di tragedie.
Va naturalmente garantito l'accesso alla procedura di asilo , nel
rispetto rigoroso del principio di non refoulement . Si preveda
inoltre una forma di protezione temporanea per tutti coloro che
fuggono dalle aree di crisi .
Va certamente sollecitata una concertazione europea per evitare che
l'Italia ed altri paesi della sponda sud dell'Unione si trovino a
dovere gestire da soli una situazione di crescente emergenza.
Tuttavia va anche ricordato che l'Italia ha avuto nel corso del
2009 e del 2010 un numero modestissimo di domande di asilo e che è
nelle condizioni di potere fare fronte ai propri obblighi
internazionali in materia di protezione dei rifugiati rispetto ad
un numero di arrivi di gran lunga maggiore rispetto alle attuali
presenze.
È indispensabile garantire una protezione immediata e adeguata
accoglienza alle persone in fuga , nel rispetto degli strumenti
previsti dalle leggi vigenti.
L'attuale scenario di crisi va gestito predisponendo dei piani di
accoglienza straordinari senza però stravolgere l'attuale procedura
di asilo , preservando il buon funzionamento di un sistema di
accoglienza, nel rispetto dei principi minimi previsti dalle
direttive comunitarie in materia.
Inoltre, va evitata un'applicazione generalizzata di misure di
detenzione , specie se arbitrarie, a chi chiede protezione poiché
ciò stravolgerebbe il principio fondamentale del diritto dei
richiedenti asilo ad un'accoglienza in condizioni di libertà.
In particolare va evitato di ricorrere solo o prevalentemente a
strutture di grandi dimensioni , poiché l'esperienza ha ampiamente
dimostrato come la gestione di dette strutture risulti assai
costosa e comprometta in partenza una buona relazione con il
territorio. Si ritiene vi siano invece tutte le condizioni per
privilegiare un'accoglienza diffusa, facilmente attivabile in tempi
brevi e a costi contenuti anche ricorrendo alle esperienze già
consolidate nel sistema degli oltre 130 comuni italiani aderenti
allo SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e
rifugiati)
Le associazione e gli enti che sottoscrivono questo appello
esprimono altresì una profonda preoccupazione per l'annunciato
trasferimento nel nuovo centro di Mineo (Catania) dalla natura
giuridica non definita, dei richiedenti asilo già presenti presso
gli attuali Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo).
Tale misura, che minerebbe alle fondamenta il buon funzionamento
del sistema asilo costruito faticosamente nel corso degli ultimi
anni, non appare conforme alle vigenti normative sulle procedure di
esame delle domande di asilo, neppure alla luce della decretazione
d'urgenza.
Chiedono infine che l'Italia, anche in ragione del suo ruolo
privilegiato di partner con la Libia, assuma un maggiore e più
incisivo ruolo internazionale per fare cessare immediatamente
l'attuale massacro in quel Paese e comunque sospenda l'efficacia
del Trattato di amicizia tra Italia e Libia non sussistendo più
nessuna delle condizioni per la sua attuazione.
Info: Ufficio Stampa Fondazione Astalli - 0669925099

