Responsabile Generale: Claudio Tosi
e-mail: claudiotosi@cesv.org
Promozione del Volontariato: Giovani e Volontariato
Il CESV porta avanti una politica di promozione di volontariato e della partecipazione diretta die giovani che si sviluppa su vari assi di lavoro:
- scuola e volontariato,
- servizio civile nazionale ed europeo,
- attività di informazione, orientamento, accompgnamento dei giovani al volontariato e a percorsi partecipativi e di supporto alle Odv sul tema dello sviluppo del rapporto tra i giovani e il volontariato.
In questo percorso si confronta con gli altri CSV, a partire da SPES e grazie al Coordinamento Nazionale che, con il Gruppo Promozione del CSN.net, ha affrontato il tema Giovani e volontariato con l'intento di verificare le azioni svolte, promosse e finanziate dai CSV sull'argomento, ci si è proposti di costruire un materiale di lavoro da cui far partire una ricerca e un confronto nazionali, con la realizzazione di un opuscolo per la diffusione delle esperienze dei CSV e di un CD-Rom che è stato, poi, presentato all'interno del Meeting della Solidarietà " Io e Tè" svoltosi a Gaeta tra il 1 ed il 4 luglio, dove ha avuto luogo un incontro di giovani volontari dei CSV, ed un convegno relizzato dai CSV del Lazio CESV e SPES.
Tra le tematiche proposte per un più approfondito dibattito ci sono:
- La formazione, sia per i giovani che per i quadri associativi, che dovrebbero prevedere un confronto sulle prassi adottate, che si rifanno in buona parte a metodologie attive in cui la partecipazione attiva e l'interazione del gruppo sono la base per la costruzione collettiva del senso e della portata di quanto affrontato.
- Le modalità d'intervento, che vanno dal protocollo d'intesa interistituzionale al protagonismo diretto dei giovani intorno ai temi locali ( il recupero di spazi perla socialità), o globali, quali la partecipazione a manifestazioni solidali e pacifiste, passando per i tirocini e stages all'interno delle associazioni e forme di peer education;
- Le attività di promozione verso il Servizio civile nazionale, in cui i CSV hanno scelto diversi approcci e ruoli, dall'accreditamento in prima fascia alla consulenza esterna offerta ai singoli enti.
- La promozione delle competenze formative delle associazioni di volontariato, per una formazione tra associazioni e sul territorio grazie a pubblicazioni, come ad esempio ""A scuola di solidarietà";
- I rapporti con le Università, con il MIUR e il Ministero del Welfare e l'Agenzia per le Onlus, per sviluppare progetti di rete tra associazioni ed istituzioni.
Il confronto che si può sviluppare a partire da queste tematiche affronta molti punti qualificanti, che tratteggiamo sinteticamente.
Il ponte che si può creare tra diffusione dei valori del volontariato tra i giovani, recupero di un dialogo tra generazioni intorno ai principi della solidarietà e cittadinanza, sensibilità dei giovani per la giustizia, spesso declinata a livello mondiale, e azioni per i CSV, ha il pregio di costituire una migliore possibilità di ricambio generazionale, con conseguente maggiore durata dell'azione degli enti.
La sfida costituita dall'affrontare la "questione giovanile" riguarda la capacità di leggere gli interessi e accogliere i nuovi linguaggi della partecipazione giovanile, convinti della necessità di favorire lo sviluppo di partecipazione e cittadinanza, come portato diretto dell'impegno volontario e a prescindere dall'effettiva entrata dei giovani nelle singole associazioni già costituite.
Lavorare con i giovani e non sui giovani, perché riconoscere soggettività ai giovani ne faccia cittadini attivi solidali che si indirizzino con i loro tempi e modi verso una cultura della partecipazione del volontariato.
Favorire nuovi percorsi di cittadinanza per "fare pace" con le forme di "antagonismo" sociale che pure coinvolgono ampie fasce di giovani i quali, con i loro linguaggi contrappositivi, denunciano la crescente minaccia di esclusione dai percorsi di accesso alla formazione, al lavoro e ai servizi sia per se stessi che per le fasce deboli di popolazione.
Avere la capacità di allargare il discorso ad altre agenzie del terzo settore che si occupano della promozione dell'infanzia e dell'adolescenza, come nel caso della 285, e a tutte le iniziative di volontariato più radicale, che agiscono nel cuore del disagio e dell'emarginazione sociale.
In questa fase è importante inserire la riflessione su queste tematiche alla luce delle varie azioni istituzionali come quella indicata dal Ministero del Welfare, che propone una più ampia campagna di promozione del volontariato presso i giovani raggiungendoli sul territorio e agganciandoli su tematiche che spazino dall'uso consapevole del proprio tempo libero ad una costruzione di un curriculum civico di preparazione al lavoro.
Il MIUR ha invece lanciato il progetto nazionale Scuola e volontariato e, in collaborazione con l'Agenzia per le Onlus e Indire il progetto CEAS (Cittadinanza Europea Attiva e Solidale), che si propone, con nuovi modelli formativi e un più diretto contatto con i giovani studenti, di arrivare a coinvolgere anche i meno acculturati nelle varie azioni formative e di mobilità che l'Europa prevede e facilita, ma che sembrano appannaggio di una elite e non occasione di crescita per tutti.
Percorsi di valorizzazione dei singoli e delle disponibilità individuali di ciascuno che s'intrecciano con le capacità di dar vita ad azioni collettive e di gruppo, che si rivolgano al territorio in sinergia con le varie agenzie formative e con l'intero mondo del volontariato.

